


Era da quando avevo pubblicato l’e-book Pasqua 2025, che una mia adorabile stalcker mi spammava il telefono con coniglietti di Pasqua, perché voleva gli angoli per una tovaglietta: i cestini del ’25 sarebbero andati a far scorrere sui lati. Avevo provato a tergiversare. Poi avevo provato a ignorare le tre foto al giorno, avevo accampato scuse ignobili, scuse creative e verosimili, scadenze improrogabili, mal di testa. Era infine arrivato il momento della resa e, in un giorno in cui avrei dovuto progettare il Natale, avevo disegnato una coniglietta.
Temevo che ricamare dei personaggi avrebbe scoperchiato il pozzo dei miei limiti e che avrei trasformato un adorabile musetto peloso in un mostruoso sgorbio deforme che avrebbe accompagnato i miei incubi notturni per anni, strisciando di soppiatto nel buio con una risatina sommessa, ma agghiacciante. Non ritengo che il mio coniglietto sia perfetto, ma abbastanza accettabile in una logica decorativa. E ho scoperto che un buon risultato si può ottenere grazie ad una operazione di semplificazione drastica, una scomposizione delle aree e una definizione delle priorità. Nelle foto mostro i primi passaggi, che sono quelli fondamentali. Per prima cosa ho ricamato i dettagli. Lo so, lo so… Nemmeno io lo avrei mai fatto! E invece questa semplice operazione ci garantisce di non trasformare il personaggio nel coniglietto di Notre Dame. Ovviamente poi dovrò stare attenta a non intaccare con gli altri punti le linee già ricamate, ma non è affatto difficile. Poi ho scomposto le aree… Da notare la fronte del coniglietto: non è altro che il solito petalo che usiamo ricamare a punto pittura in qualunque soggetto floreale. Intorno al musetto ci sono punti radiali come a riempire l’area di una corona e per il resto… Basta decidere con le linee di direzione dove far cadere i punti, evitando (con la logica della semplificazione) di introdurre curvature accentuate!



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