

In una di quelle giornate in cui la routine ti stritola, ero fuggita, con il pretesto dell’ispirazione per un nuovo libro. Avevo ripreso e stampato un vecchio alfabeto e composto, senza ragionarci troppo, un collage disegnato di fiori da bouquet. Avevo ricamato all’impazzata tutto il fine settimana, sapendo che la mia me tiranna non avrebbe acconsentito ritardi nella registrazione del corso sul punto pieno e che lunedì, come un avvoltoio sulla spalla destra, avrebbe sibilato sinistra alle mie orecchie. Mi ero storta nuovamente il collo in due soli giorni, dopo averlo aggiustato con faticose sessioni di yoga ed esercizi per mesi, e, quando inesorabile il lunedì era arrivato, la mia me tiranna, e anche quella dissidente, avevano sentenziato che ne era emersa una schifezza. Dunque ero tornata alle mie eleganti ed ordinate letterine messe in fila, anche se in ordine sparso.
Ma erano stati gettati dei semi, in quei giorni. E i germogli non avevano tardato a germogliare: ogni tanto il mio occhio cadeva sulla bozza incompiuta e inconsapevolmente valutava cosa salvare e cosa potare…
Quando metto insieme i pezzi floreali per un nuovo disegno, sono spesso combattuta tra il rigore botanico e l’improvvisazione. Da una parte sento il bisogno di dare un nome ai fiori (e questo bisogno merita di essere indagato, ma al momento non ho parole), dall’altra vorrei soltanto far tornare i conti estetici, senza per forza che il ricamo riproduca fedelmente la realtà. Ho cercato, almeno per i fiori protagonisti, di trovare dei riferimenti a specie esistenti, ma sono andata in confusione quando ho cercato gli abbinamenti dei colori, in primo luogo perché… Ahinoi! La cartella colori ci sta stretta!
Ho scoperto che i colori delle foglie di eucalipto non esistono. E questo mi ha molto deluso. E mi ha costretto ad andare fuori dalla riproduzione della realtà, trovandomi dunque a costruire una palette che non esiste. Inoltre, per far tornare i conti e per non mettere nella composizione troppo bianco o troppo rosa, gli anemoni dovevano essere blu. Più forte di me… Ho fatto una ricerca per vedere se gli anemoni decorativi esistono in blu e… Sì esistono! Ma la tonalità che ho dovuto selezionare è desaturata, come se una patina di polvere si fosse depositata negli anni, a trasformare il bouquet in un ricordo nostalgico. Come sempre, le restrizioni hanno il potere di obbligarci a pensare diversamente, o per lo meno, di obbligarci e pensare…



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